A tutti è noto il complesso megalitico di Stonehenge, presso Salisbury nella contea di Wiltshire. Costituito da dolmen, strutture architettoniche elementari disposte in asse verticale su cui poggia una lastra di pietra, ha da sempre affascinato la curiosità di chi ha cercato di definirne la funzione.

Stonehenge-outside

Narra una leggenda che il mago Merlino le avesse eretteper servirsene come osservatorio astronomico dalle 7 porte e dalle 7 finestre trasportate in quel luogo con l’aiuto delle forze magiche della danza dei Giganti. Alcuni lo considerano come l’ombelico geomantico dell’Inghilterra, luogo di incontro di tre antichissime vie reali, dove i fedeli affluivano in occasioni di riti sacerdotali, di cui Merlino era stato l’ultimo rappresentante. Analizzato da un punto di vista astronomico il complesso è apparso ad altri come un gigantesco computer astronomico che consentiva ai nostri antenati di posizionare gli astri in funzione dello zenith e prevedere mediante elaborati calcoli matematici le eclissi del Sole e della Terra.

Al primo sguardo questo sito enigmatico, unico al mondo, appare più piccolo di quanto l’immaginario mediatico faccia credere e ancora oggi orde di turisti lo visitano quotidianamente per cercare di decifrarne il mistero ed entrare in contatto coi flussi energetici irradiati dal sottile gioco dei riflessi della luce del sole, simboleggianti le mistiche nozze del cielo e della terra. C’è chi, seduto sulla piana circostante, aspetta le luci del tramonto, per assaporare fino all’ultimo momento, i flussi di questa energia. C’è chi invece attende l’oscurità più cupa, per dare al complesso una luce nuova.

Self-Portrait-1

Marc Bower-Briggs, giovane fotografo trentaseienne di Portsmouth, vi giunge di notte non per visitarlo, ma per dare un’immagine grafica ai suoi sogni. Utilizzando una tecnica fotografica definita Light painting, ha illuminato in un brevissimo lasso temporale, partendo dal buio più cupo, i monoliti monocromatici. Ha creato degli effetti artistici di avanguardia, trasformando le antiche meraviglie di Stonehenge in uno show futuristico dai mille colori.

Marc non è nuovo a questo tipo di arte: ispirato dal noto gruppo fotografico di Colonia, i Lichfactor – in continua ricerca di oscurità a cui dare luce -, persegue il suo sogno da circa sette anni, illuminando alla stregua di un extra-terreste, diverse contee inglesi, ma è stata l’esperienza di Stonehenge, come mi racconta, quella che lo ha entusiasmato maggiormente.

Strumenti per "Light painting"

Strumenti per “Light painting”

Ho provato quel tipo di energia, di cui gli antichi parlano, e questo perché mi sentivo un privilegiato, nell’avere tutto per me, l’accesso a un sito diventato patrimonio dell’umanità. O forse perché sapevo di avere a disposizione solo 2 ore per creare qualcosa di magico e armato di tanta buona speranza e consapevole dell’imprevedibilità del mezzo artistico, avrei potuto creare tutto o niente. Può essere entusiasmante uscire di notte quando tutti sono a ubriacarsi, con l’obiettivo di dare luminescenza, nei reami dell’oscurità, alle idee nascoste nella mente.

La tela così diventa l’oscurità totale che spesso associamo alle paure più recondite, ma fonte di entusiasmo e di creatività per il giovane fotografo. Armato di immaginazione e con l’utilizzo di una SRL camera e di semplici strumenti capaci di generare luce, come una torcia, luci LED, effetti elettroluminescenti, Marc B B è riuscito a ricreare effetti fotografici che si potrebbero avvicinare ai ritocchi di Photoshop.

3D Light Bands

3D Light Bands

Di fronte alle sue “tele”, alla vacuità del nulla, Marc utilizza le torce come un artista utilizzerebbe i suoi pennelli: li punta contro il buio come un telecomando, li fissa per diversi momenti di tempo, li ruota, e le luminescenze dei suoi mezzi espressivi diventano per così dire i gradienti e la vasta gamma dei suoi colori.

È bello sperimentare diverse forme di oscurità; è come confrontarsi con tele di una tessitura variabile.

È come fare i conti con l’esperienze più oscure del nostro animo, aggiungo, che a volte vogliamo consapevolmente ignorare ma che inevitabilmente riaffiorano in una superficie come barlumi di luce.

Shadowman

Shadowman

Durante la nostra conversazione, Marc B B mi induce, quasi spingendomi a tentare quest’arte, a conoscere i segreti di queste tecniche.

Controllando i tempi di apertura del diaframma e regolando l’ingresso della luce nell’obiettivo, con una lunga esposizione, è possibile, utilizzando diverse fonti di luce e diverse intensità, creare immagini senza pari. È fondamentale, però fare uso di un tripode stabile, perché la minima oscillazione della fotocamera, potrebbe rovinare il risultato voluto, creando immagini sfuocate. Basta avere pazienza, il resto è puro frutto dell’immaginazione ed è puro divertimento, anche se si gioca con l’incerto. Non si sa mai cosa può accadere. L’importante è sperimentare, a prescindere dal risultato finale.

Domehenge

Domehenge

E tra gli scatti dal risultato imprevedibile questa tecnica riesce a restituire il passato di Stonehenge in una nuova dimensione e a mostrarci come la storia può coesistere con il futuro. Sono le immagini di Star Trek quelle che mi balzano agli occhi. Come se alieni giungessero da lontano per vedere la nostra storia e interagire col presente mentre il futuro, per quanto incerto e lontano, si avvicina.

È proprio questo il bello dell’arte, cercare di non distruggere ciò che ci appartiene, la nostra storia, ma di aggiungere e arricchire di un nuovo strato, tutto ciò che già esiste, quasi come se dovessimo lasciare un’impronta di chi siamo stati alle generazioni future.

Mi chiedo cosa riservi il futuro per Marc. Pioniere di un effetto chiamato banda luminosa a tre dimensioni, vorrebbe che il suo lavoro giungesse lontano e come un raggio luminescente potesse abbandonare le piane notturne di Stonehenge per entrare in piena luce del giorno nel Turbine Hall, della Tate Modern di Londra. Quanto al futuro del Light painting, l’utilizzo sempre più sofisticato di apparecchi fotografici ad altissima definizione, capaci di assorbire anche la più piccola entità luminosa, ci consentira di giocare con l’oscurità e dar vita a nuovi risultati inaspettati. È forse il messaggio che ci viene dal futuro? Come insegna questa tecnica bisogna lasciarsi cadere nell’incertezza e non temere. Può essere solo fonte di ispirazione e crescita.

Lighten the stone

Lighten the stone

 

 

sito web dell’autore:

marcbb.co.uk/

A proposito dell'autore

Giancarlo Napolitano si è laureato in lingue e letterature straniere presso la facoltà di lingue dell'Istituto Universitario Orientale di Napoli, discutendo una tesi letteraria di natura sperimentale sugli spazi e i tempi nell'Assommoir di Emile Zola, rivisitando il romanzo in chiave psicanalitica. Ha sempre nutrito un vivo interesse per l'arte, in particolare per quella rinascimentale. Vive da anni a Londra e ha potuto coltivare questa passione con continue visite alla National gallery che ha sempre considerato come una sua seconda dimora. Di carettere inquisitivo si interroga sulle opere degli artisti, continuo assertore del progresso, vede in ogni opera contemporanea un ponte con il passato con il quale rapportare ogni sua esperienza quotidiana.

  • Imma

    Davvero emozionante il lavoro di questo fotografo,”dare luce all oscurita’” ha da sempre affascinato l ‘uomo,spingersi verso territori mai esplorati, “illuminarli” e’ un po’ come affrontare tutte le proprie paure,facendolo impugnando questa volta un’arma molto potente che ci e’ stata donata: l’immaginazione. Sarebbe bello imparare ad usarla…almeno saltuariamente

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