Edward Hopper – Hotel Room

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Edward Hopper, Hotel Room,1931, olio su tela. Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid

 

Edward Hopper – Hotel Room,1931, olio su tela. Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid

 

 

cenni biografici

Da Wikipedia

Edward Hopper (Nyack, 22 luglio 1882 – New York, 15 maggio 1967) è stato un pittore statunitense famoso soprattutto per i suoi ritratti della solitudine nella vita americana contemporanea.

La pittura di Hopper predilige architetture nel paesaggio, strade di città, interni di case, di uffici, di teatri e di locali. Le immagini hanno colori brillanti ma non trasmettono vivacità, gli spazi sono reali ma in essi c’è qualcosa di metafisico che comunica allo spettatore un forte senso di inquietudine. Non a caso André Breton, nel suo esilio a New York, lo accostava a Giorgio De Chirico in un’intervista pubblicata su View nel 1941. La composizione dei quadri è talora geometrizzante, sofisticato il gioco delle luci fredde, taglienti e volutamente “artificiali”, sintetici i dettagli. La scena è spesso deserta, immersa nel silenzio; raramente vi è più di una figura umana, e quando ve ne è più di una, sembra emergere una drammatica estraneità e incomunicabilità tra i soggetti. La direzione dei loro sguardi o i loro atteggiamenti spesso “escono dal confine del quadro”, nel senso che si rivolgono a qualcosa che lo spettatore non vede. Di lui è stato detto che sapeva “dipingere il silenzio”.

Particolare spazio nelle sue opere trovano le figure femminili. Cariche di significato simbolico, assorte nei loro pensieri, con lo sguardo perduto nel vuoto o nella lettura, si offrono spesso seminude ai raggi del sole trasmettendo solitudine, attesa, inaccessibilità. Una dimensione psicoanalitica che ha permesso di interpretare meglio le emozioni dell’artista.

 

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A proposito dell'autore

Fotoreporter

Diplomata in maturità al liceo artistico statale di Aversa, in Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e in illustrazione presso la Scuola Italiana di Comix. Espone già nel 2000 a Torino, poi Catanzaro, Milano, Roma, Baronissi, Napoli, Aosta e al Padiglione Italia a Venezia a cura di Vittorio Sgarbi. Vive e lavora a Napoli dove si occupa di arti visive e scenografia e insegna arte nelle scuole superiori.