L’evoluzione (o l’involuzione) dell’uomo contemporaneo è l’oggetto dell’indagine di Emanuele Giannelli, che con la sua personale “To Lie or not to lie”, curata da Gianluca Marziani e Anna Lo Presti, ha esposto al Piano Nobile di Palazzo Collicola Arti Visive di Spoleto, in concomitanza con il Festival dei Due Mondi, giunto quest’anno alla 59esima edizione. Unendo al dubbio amletico reminiscenze pop da serial televisive (il riferimento è alla serie “Lie to me” unita all’opera shakespeariana), Emanuele Giannelli esprime fin dal titolo una chiara intenzione a mettere in luce la “contaminazione” di un presente, evidentemente proteso verso il futuro, con i retaggi del passato.

Con lucidità grottesca, ingenua e spietata al tempo stesso, l’artista affronta temi attualissimi, come la mutazione genetica, la clonazione, la fecondazione artificiale e la chirurgia estetica, mostrandoci in un solo colpo d’occhio, all’unisono, da cosa tutto ha avuto inizio e cosa è poi diventato.

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C’è tanto di alieno e al tempo stesso di fortemente arcaico nell’opera di Giannelli: corpi che si librano nell’aria, all’apparenza pesanti, sono invece incredibilmente leggeri e uniscono all’idea dell’uomo vitruviano quella dell’uomo nello spazio, in assenza di gravità. Volti in gesso con in bocca una presa per la corrente ci ricordano che oggi, nel tentativo di essere perennemente connessi, perdiamo il contatto con il mondo reale. Totem che da lontano sembrano cesellati di simboli che provengono dalla notte dei tempi si rivelano, da vicino, istoriati da chip elettronici, rivelandoci con ironia ed efficacia quali sono gli “dei” in cui crediamo.
Le opere di Giannelli repellono e attraggono: da una parte seducenti e dall’altra disturbanti, aprono finestre su pozzi di consapevolezza in cui non vorremmo mai cadere.

Bio di Emanuele Giannelli

Emanuele Giannelli nasce a Roma nel 1962. Nel 1981 si trasferisce in Toscana, prima diplomandosi all’Accademia di Belle Arti di Carrara, poi continuando la sua ricerca in un territorio che avrebbe arricchito le sue possibilità scultoree. Nei suoi lavori ha attraversato diversi linguaggi e mondi tematici, dalle radici della Pop Art alla cultura industriale e cyberpunk, indagando i meccanismi seriali in cui l’uomo, ingranaggio ma anche motore, ha comunque il suo centro. I materiali prediletti sono il gesso, la resina, il bronzo e la terracotta. Tra le mostre in Italia e all’estero, da segnalare la personale alla Fondazione Villa Bertelli di Forte dei Marmi nel 2013.