Ernesto Neto – Celula Nave

RACNA Magazine (non) va in vacanza! Se anche tu, come noi, non puoi fare a meno di nutrirti d’arte, sempre e comunque, segui le nostre rubriche estive. Un’opera al giorno da leggere e guardare su pc ma anche su tablet e smartphone.

Mi piace pensare il corpo come un paesaggio di piaceri, una meditazione sensoriale

Ernesto Neto - Celula Nave, 2004

Ernesto Neto – Celula Nave, 2004

Ernesto Neto [Rio de Janeiro, 1964]
Quelle di Neto sono sculture esperienziali, veri e propri luoghi da vivere, da penetrare, in cui sprofondare e galleggiare all’intero di materie morbide e sensuali come nylon, licra e poliuretano.

L’artista brasiliano indaga il campo degli effetti corporali e sensoriali, incoraggiando lo spettatore a interagire direttamente con le sue opere come il caso di Celula nave, spazio immaginato nel suo essere terreno e al contempo extra- terrestre, aliena, oppure Nude Plasmic il cui ingresso si sviluppa attraverso uno strettissimo orifizio e ancora la serie Humanoides formata da vere e proprie sculture indossabili.

A proposito dell'autore

Collaboratore

Diplomato nel 2015 presso la Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell'Università di Siena, ha allestito diverse mostre, dedicandole, in particolare agli artisti emergenti del territorio campano, tra queste : “La Défense. Priorità del tempo, necessità dello spazio” (2009); “ Sguardi irrequieti. Nuove tracce del contemporaneo” (2009); Mascherata. 6 Ceramisti emergenti” (2010), “InterRail – Un viaggio nell'immagine” (2012) “Green Dreams” (2012). Tra il 2010 e il 2011 ha curato la rassegna “Aperto” a Minori in Costiera Amalfitana; ha collaborato all’organizzazione di “Immaginare la città” (2012) e di “Videa. Rassegna di video arte al femminile (2008, 2009). Ha collaborato alla realizzazione della prima edizione di “Paleocontemporanea” (2014) e coordinato il primo ciclo di “Arte e Linguaggi”, patrocinato dal Premio Napoli (2015). Collabora con il Museo F.R.A.C. di Baronissi (Sa). Scrive per «geaArt. Periodico di cultura, arti visive, spettacolo e nuove tecnologie creative» e «Sofà. Quadrimestrale dei sensi nell’arte».