Gordon Matta Clark – Conical Intersect

RACNA Magazine (non) va in vacanza! Se anche tu, come noi, non puoi fare a meno di nutrirti d’arte sempre e comunque segui le nostre rubriche estive, su pc ma anche su tablet e smartphone.

Molte delle cose che ho fatto che hanno un’implicazione architettonica sono in realtà sulla
non-architettura, su qualcosa che è un’alternativa a quello che normalmente è considerato architettura
(Gordon Matta-Clark)

matta clark conical intersect 1975

Gordon Matta Clark – Conical Intersect, 1975

Gordon Matta Clark [ New York, 1943 – 1978]
Figlio di due artisti, l’americana Anna Clark e il cileno Roberto Matta, Gordon Matta Clark, architetto, nel corso degli anni Settanta ha dato un rilevante contributo all’Anarchitettura, termine da lui coniato dalla fusione di anarchy e architecture, sfuggendo a qualsiasi tentativo di identificazione o incasellamento.

Il suo lavoro si è contraddistinto soprattutto per i building cut, tagli di facciate, mura e pavimenti di edifici abbandonati – tra cui Conical Intersect, Splitting, Day’s End – operazioni dal forte contenuto illecito e transitorio, forma di critica sociologica alla standardizzazione dell’architettura suburbana del dopoguerra.
Matta Clark fu, inoltre, coinvolto in svariati progetti di forte impegno sociale e politico legati all’industria alimentare come nel caso dell’apertura di “Food”, un ristorante situato nell’allora decadente quartiere newyorkese di Soho o alla promozione e creazione di spazi collettivi come la fabbrica occupata a Sesto San Giovanni nel 1975, l’anno della sua personale alla Galleria Ala di Milano.

A proposito dell'autore

Collaboratore

Diplomato nel 2015 presso la Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell'Università di Siena, ha allestito diverse mostre, dedicandole, in particolare agli artisti emergenti del territorio campano, tra queste : “La Défense. Priorità del tempo, necessità dello spazio” (2009); “ Sguardi irrequieti. Nuove tracce del contemporaneo” (2009); Mascherata. 6 Ceramisti emergenti” (2010), “InterRail – Un viaggio nell'immagine” (2012) “Green Dreams” (2012). Tra il 2010 e il 2011 ha curato la rassegna “Aperto” a Minori in Costiera Amalfitana; ha collaborato all’organizzazione di “Immaginare la città” (2012) e di “Videa. Rassegna di video arte al femminile (2008, 2009). Ha collaborato alla realizzazione della prima edizione di “Paleocontemporanea” (2014) e coordinato il primo ciclo di “Arte e Linguaggi”, patrocinato dal Premio Napoli (2015). Collabora con il Museo F.R.A.C. di Baronissi (Sa). Scrive per «geaArt. Periodico di cultura, arti visive, spettacolo e nuove tecnologie creative» e «Sofà. Quadrimestrale dei sensi nell’arte».