Harry Callahan – Esposizione Multipla

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Harry Callahan -  Esposizione Multipla, 1956

Harry Callahan – Esposizione Multipla, 1956

Harry Callahan (Detroit, 1912 – Atlanta, 1999). Annoverato tra gli innovatori della fotografia moderna statunitense, Harry Callahan ha vissuto il suo avvicinamento alla fotografia come membro del circolo amatoriale Detroit Photo Guild grazie al quale ha avuto modo di incontrare il lavoro di Adams e Stiegliz,  fondamentali per l’avvio della sua carriera professionale.

Dal 1946 docente presso l’Istiture Design di Chicago,Callahan non ha praticamente lasciato annotazioni scritte, lettere, diari o appunti d’insegnamento. Il suo metodo prevedeva di uscire presto quasi ogni mattina, camminare nella città dove viveva e fare numerose fotografie. Dopodiché usava quasi tutti i pomeriggi per ottenere stampe di prova delle sue migliori foto del giorno. Nonostante questo, per tutta la sua attività di fotografo, Callahan ha ritenuto di non poter produrre più di mezza dozzina di buone immagini all’anno.

A proposito dell'autore

Collaboratore

Diplomato nel 2015 presso la Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell'Università di Siena, ha allestito diverse mostre, dedicandole, in particolare agli artisti emergenti del territorio campano, tra queste : “La Défense. Priorità del tempo, necessità dello spazio” (2009); “ Sguardi irrequieti. Nuove tracce del contemporaneo” (2009); Mascherata. 6 Ceramisti emergenti” (2010), “InterRail – Un viaggio nell'immagine” (2012) “Green Dreams” (2012). Tra il 2010 e il 2011 ha curato la rassegna “Aperto” a Minori in Costiera Amalfitana; ha collaborato all’organizzazione di “Immaginare la città” (2012) e di “Videa. Rassegna di video arte al femminile (2008, 2009). Ha collaborato alla realizzazione della prima edizione di “Paleocontemporanea” (2014) e coordinato il primo ciclo di “Arte e Linguaggi”, patrocinato dal Premio Napoli (2015). Collabora con il Museo F.R.A.C. di Baronissi (Sa). Scrive per «geaArt. Periodico di cultura, arti visive, spettacolo e nuove tecnologie creative» e «Sofà. Quadrimestrale dei sensi nell’arte».