Tomas Saraceno – In Orbit

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“Ogni singolo fascio di cavi agisce sui visitatori sostenendoli ma anche legandoli indissolubilmente insieme e costringendoli ad agire in modo coordinato. E’ come una rete tesa su un giardino pubblico. Una struttura cosmica tessuta, capace di addensarsi, aprirsi e confluire nuovamente nella linea che ne determina i bordi. Nel confronto con l’architettura esistente, la rete si pone in modo unico e singolare.”

Tomas Saraceno -In Orbit, 2013, installazione Dusseldorf

Tomas Saraceno -In Orbit, 2013, installazione Dusseldorf

 

Tomas Saraceno [San Miguel dé Tucuman, 1973]
Una vera e propria volontà costruttiva caratterizza il lavoro dell’argentino Tomas Saraceno, mossa prima di tutto dalla necessità di immaginare nuovi modelli di vita, di scambi sociali, d’interazioni, nell’ambito di una società accelerata, fluida e mutevole come la nostra.

In questa prospettiva l’artista sembra rileggere le proposte del radicalismo architettonico degli anni Sessanta, richiamando a sé, tra le altre, le strutture geodetiche di Buckminster Fuller, i giardini sospesi di Alex Raimonds, le sperimentazioni degli austriaci Kiesler, Hollein, del Coop Himmelblau, degli Archigram di Peter Cook oppure opere come Atmosfield e Desert Cloud di Graham Stevens, accentuandone la componente fantastica della prassi progettuale, assumendo cioè l’utopia come dato fondamentale del processo lavorativo.

A proposito dell'autore

Collaboratore

Diplomato nel 2015 presso la Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell'Università di Siena, ha allestito diverse mostre, dedicandole, in particolare agli artisti emergenti del territorio campano, tra queste : “La Défense. Priorità del tempo, necessità dello spazio” (2009); “ Sguardi irrequieti. Nuove tracce del contemporaneo” (2009); Mascherata. 6 Ceramisti emergenti” (2010), “InterRail – Un viaggio nell'immagine” (2012) “Green Dreams” (2012). Tra il 2010 e il 2011 ha curato la rassegna “Aperto” a Minori in Costiera Amalfitana; ha collaborato all’organizzazione di “Immaginare la città” (2012) e di “Videa. Rassegna di video arte al femminile (2008, 2009). Ha collaborato alla realizzazione della prima edizione di “Paleocontemporanea” (2014) e coordinato il primo ciclo di “Arte e Linguaggi”, patrocinato dal Premio Napoli (2015). Collabora con il Museo F.R.A.C. di Baronissi (Sa). Scrive per «geaArt. Periodico di cultura, arti visive, spettacolo e nuove tecnologie creative» e «Sofà. Quadrimestrale dei sensi nell’arte».