Il cortile interno dell’imponente Palazzo Strozzi di Firenze, capolavoro del Rinascimento costruito tra il 1489 e il 1505 per volere di Filippo Strozzi e da tempo aperto all’arte contemporanea, si trasforma in un vero e proprio laboratorio creativo a cielo aperto che coinvolge in un programma di interventi site-specific, inaugurato il 16 ottobre scorso, che vede alternarsi le opere di Franco Menicagli, del gruppo Kinkaleri, del duo Bianco-Valente e del collettivo Cheryl.

Bianco-Valente, Tu sei qui, Cortile di Palazzo Strozzi, 2014 foto Martino Margheri 07
Il cortile – suggeriscono gli organizzatori della rassegna Palazzo Strozzi Contemporaneo – si conferma così come luogo vivo e dinamico, in cui sollecitare una fruizione attiva da parte del pubblico; un luogo di incontro e scambio, ma anche di contraddizioni e tensioni, uno spazio storico le cui porte si aprono alla città, divenendo crocevia di persone, sguardi, immagini e narrazioni.
In quest’ottica s’inserisce evidentemente anche il lavoro di Bianco-Valente, in mostra dall’11 dicembre fino al 25 gennaio, sul quale concentreremo la nostra attenzione.

Bianco-Valente, Tu sei qui, Cortile di Palazzo Strozzi, 2014 foto Martino Margheri 02
L’installazione si compone di una grande superficie specchiante posta al centro del cortile attraversato da un reticolo, cifra distintiva del duo partenopeo, disegnato da luci proiettate dall’alto. Sui due fronti della lastra è applicata la scritta tu sei qui, che dà titolo all’opera, in riferimento alle asserzioni poste sulle mappe dislocate nelle città o all’interno di edifici.

Bianco-Valente, Tu sei qui, Cortile di Palazzo Strozzi, 2014 foto Martino Margheri 04

“Il linguaggio – annota la curatrice Elena Magini – non è più uno strumento funzionale o un codice informativo, ma diviene un dispositivo capace di veicolare considerazioni schiettamente mentali, legate alla complessità del reale e alla sua percezione: gli spettatori sono chiamati a interrogarsi sul senso della frase, a ri-orientare il suo significato, connettendolo alla rappresentazione di se stessi sullo specchio. La relazione di continuità tra il piano visivo e quello iconico della scritta rende manifesta l’esperienza che la superficie specchiante riproduce (la presenza dello spettatore in un determinato qui e ora) evocando contemporaneamente una dimensione anteriore e in itinere.
L’installazione muta inoltre la percezione usuale del cortile, alterandone la spazialità in un gioco di continuità e rispecchiamenti tra il colonnato e le porte d’ingresso, e allo stesso tempo ne esalta le caratteristiche costitutive, immettendovi un dispositivo ottico che richiama e riproduce le architetture simmetriche e speculari del suo interno.
La storia, individuale e collettiva, viene avvertita da Bianco-Valente come una rete che lega luoghi, persone e cose, un tessuto connettivo che ridefinisce l’ambiente che ci circonda e che da questo è definito

Bianco-Valente, Tu sei qui, Cortile di Palazzo Strozzi, 2014 foto Martino Margheri 03

Non a caso per Bianco-Valente la pratica artistica coincide con la possibilità di tessere relazioni, di cucire rapporti tra le persone e lo spazio, tra le loro storie, di disegnare vere e proprie mappe emozionali che legano la geografia alla memoria, indagando quella che Hillman definisce L’anima dei luoghi.

Bianco-Valente, Tu sei qui, Cortile di Palazzo Strozzi, 2014 foto Martino Margheri 01
I due artisti cercano, come testimonia la loro lunga e intensa attività sia in Italia che all’estero, di produrre modelli – sosterebbe Nicolas Bourriaud –in qualche modo capaci di contaminare la società intera, anche se questi modelli sono di per sé inefficienti, innescando una seria di relazioni sociali; reazione cioè a una società che limita le possibilità di relazione tra le persone.

info mostra

11 dicembre 2014-25 gennaio 2015

Bianco-Valente, Tu sei qui
Installazione per il cortile di Palazzo Strozzi
A cura di Elena Magini

INFO
T. 055 2645155
www.strozzina.org
www.palazzostrozzi.org

A proposito dell'autore

Collaboratore

Diplomato nel 2015 presso la Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell'Università di Siena, ha allestito diverse mostre, dedicandole, in particolare agli artisti emergenti del territorio campano, tra queste : “La Défense. Priorità del tempo, necessità dello spazio” (2009); “ Sguardi irrequieti. Nuove tracce del contemporaneo” (2009); Mascherata. 6 Ceramisti emergenti” (2010), “InterRail – Un viaggio nell'immagine” (2012) “Green Dreams” (2012). Tra il 2010 e il 2011 ha curato la rassegna “Aperto” a Minori in Costiera Amalfitana; ha collaborato all’organizzazione di “Immaginare la città” (2012) e di “Videa. Rassegna di video arte al femminile (2008, 2009). Ha collaborato alla realizzazione della prima edizione di “Paleocontemporanea” (2014) e coordinato il primo ciclo di “Arte e Linguaggi”, patrocinato dal Premio Napoli (2015). Collabora con il Museo F.R.A.C. di Baronissi (Sa). Scrive per «geaArt. Periodico di cultura, arti visive, spettacolo e nuove tecnologie creative» e «Sofà. Quadrimestrale dei sensi nell’arte».