Vera Lutter – The Flats

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Nel suo rapporto con la camera oscura, il triangolo formato dalla luce, dal tempo e dal movimento produce un’ immagine. Ho imparato, e continuo a imparare, come orchestrare al meglio queste forze per ottenere i risultati che desidero”

Vera Lutter - The Flats, 1997. Tirage gélatino-argentique. 140 x 252 cm

Vera Lutter – The Flats, 1997. Tirage gélatino-argentique. 140 x 252 cm

Vera Lutter [Kaiserslautern – 1960]

La ricerca di Vera Lutter ripercorre la storia della fotografia fino alle sue origini, facendo della camera oscura il suo principale strumento di lavoro. La fotografa tedesca, infatti, utilizza vere e proprie stanze come fossero macchine fotografiche, oscurandole e aprendovi un piccolo foro attraverso il quale proiettare le immagini, che provengono dall’esterno, direttamente sul supporto.
La Lutter, producendo immagini negative irriproducibili, mette in atto un vero e proprio ribaltamento che interessa prima di tutto la visione fotografica stessa: il suo, è infatti, un mondo alternativo, in cui luci e ombre, bianchi e neri, lavorano a ruoli invertiti dando forma a vere e proprie allucinazioni di luoghi vuoti e immobili, privi della vitale presenza dell’uomo.

A proposito dell'autore

Collaboratore

Diplomato nel 2015 presso la Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell'Università di Siena, ha allestito diverse mostre, dedicandole, in particolare agli artisti emergenti del territorio campano, tra queste : “La Défense. Priorità del tempo, necessità dello spazio” (2009); “ Sguardi irrequieti. Nuove tracce del contemporaneo” (2009); Mascherata. 6 Ceramisti emergenti” (2010), “InterRail – Un viaggio nell'immagine” (2012) “Green Dreams” (2012). Tra il 2010 e il 2011 ha curato la rassegna “Aperto” a Minori in Costiera Amalfitana; ha collaborato all’organizzazione di “Immaginare la città” (2012) e di “Videa. Rassegna di video arte al femminile (2008, 2009). Ha collaborato alla realizzazione della prima edizione di “Paleocontemporanea” (2014) e coordinato il primo ciclo di “Arte e Linguaggi”, patrocinato dal Premio Napoli (2015). Collabora con il Museo F.R.A.C. di Baronissi (Sa). Scrive per «geaArt. Periodico di cultura, arti visive, spettacolo e nuove tecnologie creative» e «Sofà. Quadrimestrale dei sensi nell’arte».