È comparso non molti giorni fa (ma già sparito) un nuovo lavoro di Zilda, nel cortile della basilica di Santa Chiara. Non è la prima e di certo non sarà l’ultima volta, perché Zilda è sinceramente innamorato del centro storico di Napoli. Molti l’hanno definito il Banksy di Rennes, ma credo che tale definizione non sia davvero appropriata: Zilda è molto più vicino all’arte di Ernest Pignon-Ernest, che di certo è il padre della street art francese, nonché napoletana. Di solito indossa una felpa nera con il suo nome stampato in caratteri bianchi leggibili sulla schiena, ma il suo volto è sempre coperto da una maschera nera come quella di Pulcinella. Nessuno ha visto i suoi occhi, se non pochi, ma di sicuro abbiamo conosciuto con quale sguardo ha visto Napoli. Una visione bellissima che prende vita nei suoi poster fatti d’olio e acrilico, realizzati con l’uso del pennello, incollati nei luoghi più suggestivi e conosciuti o anche in anfratti bui e dimenticati, pure distrutti.

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Ho pensato per questo di ripercorrere con immagini le opere che nel tempo si sono susseguite all’interno del cortile della basilica di Santa Chiara, partendo proprio dall’ultimo lavoro, intitolato La Chevelure e ispirato al dipinto di Carlos Schwabe e dunque alla nota poesia di Charles Baudelaire.

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Precedentemente, la bellissima e intensa Rinunciazione, tratta dall’omonimo quadro di Paul Grabwinkler, è stata strappata dalla parete dopo pochi giorni dalla realizzazione.

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Prima ancora fu la volta dell’incantevole LILITH-zilda

Giungiamo infine alla sua prima creazione La tentazione di Eva, ispirata al quadro di Spencer-Stanhope Rodham.

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Guarda anche il breve documentario che racconta alcune delle attività di Zilda a Napoli

ŽILDA A NAPOLI from Žilda on Vimeo.

 

Per approfondimenti visita anche il blog dell’artista:

http://zildastreetart.blogspot.it/