Come già da qualche anno a questa parte Napoli regala il suo tributo all’antico oriente, un tributo che testimonia il forte legame tra la capitale del Mezzogiorno d’Italia e la Cina, cominciato secoli fa sulla via della seta e rigenerato nei secoli fino ad oggi con due appuntamenti ormai fissi del cartellone culturale cittadino, il Festival MilleunaCina e i festeggiamenti per il capodanno cinese.

Ecco la nostra fotogallery che celebra l’evento di Piazza Plebiscito

 

Le celebrazioni per il Capodanno cinese sono state organizzate dall’Istituto Confucio di Napoli e dall’Università L’Orientale con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo, si svolgono di nuovo a Napoli.
Nella mattinata di sabato 21 febbraio si festeggerà l’inizio del nuovo anno, l’Anno della Capra, come è intitolato secondo la tradizione di quel paese, e si susseguiranno in piazza del Plebiscito numerose iniziative ed attività, con laboratori di calligrafia e di pittura tradizionale cinese, esibizioni di arti marziali, manifattura di aquiloni, carte intagliate, arte e tecnica dei nodi e con la spettacolare Danza del Dragone di Seta. La Festa di Primavera – Chun Jie – conosciuta all’estero come Capodanno cinese, è la più importante festività in Cina, che segna l’inizio del nuovo anno secondo il calendario lunare cinese.La Danza del drago, animale simbolo di forza e dignità, darà il via ai festeggiamenti. Il drago di seta animato da giovani atleti napoletani cultori dell’antica ginnastica del taijiquan, accompagnato dal suono del gong, attraverserà la piazza del Plebiscito, dove verranno allestiti laboratori di calligrafia e pittura tradizionale, di manifattura di aquiloni, di carte ritagliate, di arte e tecnica dei nodi.

A proposito dell'autore

Classe '85, napoletano e musicista a tempo perso studia architettura ma si interessa di fotografia più o meno da quando i "selfie" si chiamavano ancora autoscatti e le foto delle vacanze non si potevano vedere se non dopo averle portate a sviluppare. Approfondisce l'aspetto tecnico da autodidatta per poi approcciare nel 2012 al fotogiornalismo seguendo vari corsi e seminari tenuti da docenti dell'Accademia di Belle Arti di Napoli e da noti fotoreporter, nel 2013 espone il suo primo fotoprogetto sui campi rom di Scampia.