Davide Cantoni, Les Etrangers in mostra da Blindarte, Napoli.

Un bianco intenso e totale, uno spazio dall’aria quasi newyorkese, mi accoglie, mentre incuriosita mi guardo attorno per cercare Davide Cantoni e parlare con lui per soddisfare la mia curiosità.
DAVIDE CANTONI Les Etrangers (1)
Chi sono gli étrangers e perché l’occhio dell’artista li vede così.

Li vedo, da lontano, sono loro. Almeno, intuisco che siano loro. Vedo forme che si confondono con uno sfondo, quasi a urlare una voglia di venir fuori prepotentemente e farsi guardare. Una richiesta di attenzione, una necessità di esplodere dal bianco (indifferenza), che li tiene ingabbiati.
E allora mi avvicino. E più i miei occhi si accostano a questi visi nebulosi e più le linee, i contorni mi appaiono chiari. E vedo un occhio, una linea del volto, un particolare che contraddistingue la figura.
Gli étrangers sono comparsi.
Vedo volti di uomini, di donne, di un bambino. Il suo viso smarrito, perso in un nulla lontano.
Finalmente li vedo. Chiaramente.
Sono volti di uomini, spesso protagonisti della cronaca, che sempre più di frequente vediamo sui quotidiani, sul web, ai telegiornali, mi spiega Davide Cantoni. Li vediamo, ne parliamo, discutiamo e poi, con la stessa rapidità e semplicità, scompaiono dai nostri occhi e dalle nostre eterne riflessioni.
Altre immagini, altre storie, altri colori e suoni ci passano davanti e con estrema facilità sostituiscono il volto dello straniero.
E allora Davide li riporta alla vista. Facendo percorre un sentiero inverso. Nebulose figure indefinite che costringe a guardare, avvicinandosi a loro. E guardati i loro volti, ritornati alla luce da una coscienza smarrita, si forma la domanda: chi è il vero straniero?
Davide Cantoni arriva forte agli occhi e alla mente. Con la “realizzazione di disegni dalle grandi dimensioni, realizzati con la tecnica dei disegni bruciati eseguiti con lente di ingrandimento e sole su carta”
Quasi enormi pagine di giornali, sulle quali ricompaiono gli stranieri perduti.

DAVIDE CANTONI Les Etrangers (2)

bio artista

Nato a Milano nel 1965, dopo aver studiato al Royal College of Art a Londra si è trasferito a New York dove attualmente vive e lavora. Ha esposto in numerosi spazi museali e gallerie private internazionali, qui una breve selezione: in Germania (Galerie Thomas, Dina4Projekte Munich, Kunstverein and Optisches Museum, Jena), negli Stati Uniti (Davidson Contemporary, Esso gallery, Elvehjem Museum of Art, Hunterdon Art Museum ), in Inghilterra, in Francia (Musée d’art contemporain Saint Etienne), in Svizzera (Kunstmuseum, Thun) in Asia (Daejeon Museum of Art. South Korea) ed in Italia (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Carbone.to, Grossetti, Blindarte contemporanea, Pan, MACI Museo d’arte contemporanea di Isernia). È in corso la sua partecipazione alla mostra Jeunes créateurs à New York Curated by di Lòrànd Hegyi al Musée d’Art Moderne de Saint-Étienne Métropole. Tra le recenti partecipazioni: The Hunt curated by David Dixon Cathouse Funeral, Brooklyn Ny; Le Ragioni della Pittura. Esiti e Prospettive di un Medium Curated by Laura Cherubini & Eugenio Viola, Fondazione Malvina Menegaz Castelbasso, Italy. Alla Blindarte contemporanea ha già esposto nel 2005 (mostra personale), nel 2007 (mostra personale), nel 2010/11 (mostra personele). Ha partecipato al group show “Undefined borders for unlimited perceptions” di inaugurazione dei nuovi spazi della Blindarte nel 2010. Opere di Davide Cantoni sono presenti in numerose collezioni, tra queste: MOMA, Osram Collection, Kasen Summer Collection, MACI (Museo Arte Contemporanea Isernia), Blindarte.

info mostra

Informazioni
Fino al 10 ottobre 2014
http://www.blindarte.com/
Via Caio Duilio, 10

A proposito dell'autore

Collaboratore

Sin dalla tenera età avevo capito che quelle piccole parole nere sul foglio bianco erano la mia passione. Così mi iscrivo alla facoltà di Lettere, coronando il sogno del “sapere umanistico”. Intanto scopro che la mia voce piace a chi mi ascolta e la presto per piccoli spettacoli e reading letterari. Scrivo su numerose riviste online e blog e fondo un'associazione culturale (I luoghi dell'anima) per cui organizzo eventi . Mi appassiono sempre più ad un altro antico amore, la fotografia, che diventa parte importante del mio tempo. Poi l'incontro con Marchese Editore, ed è “amore culturale” a prima vista. Da lì, presentazioni, reading e collaborazione al blog about M.E. Infine, per il tempo che rimane, cerco di fare al meglio il ferroviere.