Ha inaugurato mercoledì 3 dicembre la personale di Alfonso Cannavacciuolo alla galleria Piero Renna Arte Contemporanea-

Gustatevi questa ricca fotogallery della serata inaugurale.

Comunicato Stampa

Si è avvertita a lungo, come un malessere di tutto, una cosmica sospensione del respiro. Si era fermato l’intero universo. Attimi, attimi, attimi. Le tenebre si sono carbonizzate di silenzio. All’improvviso, acciaio vivo. Fernando Pessoa “In contrasto con la pennellata graffiante che ne contraddistingue lo stile, le immagini restituite da Alfonso Cannavacciuolo sulla tela comunicano un silenzio e una pacatezza disarmante che è in parte l’ introversione stessa dell’artista, così urlata e, allo stesso tempo, così silenziosa. Nel suo lavoro ritroviamo un’ armonia “classica” di proporzioni, figure eleganti dissolte in ambienti indefiniti, stanze senza pareti affidate a colori uniformi; L’intento dell’artista è trasmettere l’aspetto compositivo proprio come in una natura morta classica, non importa che i soggetti e gli oggetti ritratti vengano collocati in un luogo o in un tempo preciso. L’artista inizia la sua ricerca frugando nel suo passato e nell’infanzia di ciascuno di noi attraverso album di famiglia e fotografie d’antan da cui estrae particolari o figure slegate per poi assemblarle in un unico lavoro. Alla maniera di Bacon, Cannavacciuolo crea una netta separazione tra figura e sfondo, tra i soggetti e il mondo di cui fanno parte esprimendo con efficacia un forte sentimento di estraneità e solitudine collettiva tipiche della società contemporanea. ” il termine fakeland dice l’artista, è ciò che al meglio esprime la mia ricerca artistica perchè allude a un luogo fittizio che i soggetti\oggetti si trovano a condividere in modo inconsapevole; é inevitabile che poi si crei una narrazione e una correlazione tra i soggetti riportati su una stessa tela ma non è cosa voluta nè il fine stesso dell’opera.” La tecnica tono su tono su sfondo nero pece o totalmente bianco fa si che emergano dalla tela sagome di un’ umanità solitaria, in primo piano o in lontananza, con rare aperture prospettiche e un ostinato distacco dalla frenetica realtà circostante. Ma a differenza dei primi lavori in cui le figure apparivano inanimate e offuscate da una nebbia che impediva di coglierne le differenti espressioni in quest’ultima serie su fondi chiari e cipriati Cannavacciuolo si lascia andare a qualche emozione. Un sorriso, uno sguardo evocativo , sensazione di disagio, tenerezza, attesa, lieve malinconia. L’artista comunica nel silenzio, senza parole e senza dettagli. Lo spettatore , a sua volta, quando guarda un suo quadro è invitato a compiere un viaggio verso se stesso instaurando un dialogo muto con il dipinto“. ( valentina rippa ) In esposizione, tele di grande formato e piccoli lavori su tavola e tela realizzati con tecnica mista tra il 2011 e il 2014.

info mostra

ALFONSO CANNAVACCIUOLO
opening: mercoledì 3 dicembre 2014 | ore 19
dal 3 dicembre 2014 al 6 febbraio 2015
lunedì-sabato dalle 16.30 alle 19.30

PRAC | piero renna arte contemporanea
via nuova pizzofalcone 2 | 80122 napoli

A proposito dell'autore

Fotoreporter

C'era una volta una bimba tutta storta, che si immergeva nei colori e aveva il dorso della mano sinistra sempre nero di grafite. Credevano fosse muta. Esprimeva solo con i colori, i fogli e i disegni tutto quello che aveva da dire. Il giorno dei suoi 14 anni ebbe in regalo una piccola fotocamera e da quel momento qualcosa cambiò. Scoprì la velocità con la quale ci si può esprimere con la fotografia: il mondo correva e lei doveva starci dietro! Uscire dalle mura casalinghe per fotografare gli eventi del mondo di fuori, fece nascere in lei un inaspettato piacere nel fare fotogiornalismo. Il liceo artistico finiva e finalmente poteva coronare il suo sogno di laurearsi all'accademia di belle arti di napoli, indirizzo fotografia, cinema e televisione. La bambina mancina continua a tenere la macchina fotografica al contrario, senza più sporcarsi il dorso della mano ma arrivando a fine giornata con una spalla e il polso indolenziti dopo ore intere con la Nikon in spalla.