Facciamo finta di stupirci degli indiani con il loro pantheon di trentatré milioni di divinità: i bigotti addirittura si sentono superiori ai pagani che a Napoli sono ancora la maggioranza, ancorché ipocritamente ignorino l’origine misterica, cabalistica, matriarcale o egiziana delle proprie abitudini di culto.
Salvatore Rapicano, con la sua personale Santi di carta, ci conduce nella sala del piano ammezzato dell’Istituto di cultura francese Grénoble di Napoli, e presenta con due teche, un documentario e tante fotografie, sulla complessità della realtà che unisce anche in questo la Francia con Napoli, ancora ampiamente borbonica.
I santini sono delicati pezzi di carta, trasformati in trine e in magiche riproduzioni, memoria delle miniature medievali, in cui il potere dell’immagine si associa a quello della parola, che all’epoca, essendo latina o greca, era incomprensibile alla maggioranza del volgo.
Volgare quindi l’uso di Maradona o Pulcinella, Hamsik o Padre Pio, che compaiono nella nostra città a dimensioni spesso naturali, dove solo ai maschi è concesso ancora di rappresentare un ideale altissimo e onnipotente, mentre le sante e le madonne restano a due dimensioni, relegate nel mito di Santa Patrizia degli Armeni o delle onnipresenti Vergini dai molteplici nomi, che ricordano Cibele, Cerere o Diana.
Volgare però nel senso trasformazionale, che il popolo francese da una parte e quello napoletano dall’altro hanno saputo produrre incontestabilmente in modi sovrapponibili, per quanto attiene all’uso religioso, imponendo perfino i culti dal basso alle rispettive curie e monasteri.
Eppure questi santi sono solo di carta e a Napoli di cartone sono i guappi…

info mostra

Institut français Napoli
Via F. Crispi 86 – Napoli

dal 6 dicembre al 16 gennaio
dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 20
ed il sabato dalle ore 9.30 alle ore 13
con orario continuato ed ingresso gratuito.

A proposito dell'autore

Collaboratore
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Manlio Converti, psichiatra, blogger, magato dalla cultura e dall'arte come continua innovazione e sperimentazione, come è la vita, nato nel 69, completa i suoi studi professionali col massimo dei voti nel minimo tempo necessario, laureandosi a 23 anni in medicina. Lavora stabilmente presso la Asl Napoli 2 nord, ma soprattutto perora cause civili e sociali, ancorchè in Italia siano finora perse, come i diritti gay, per egoismo, quelli delle donne e dei migranti, per altruismo, quelli dei sofferenti psichici, per dovere professionale, quelli dell'ambiente, per dovere naturale, quelli degli artisti napoletani e della relativa città conurbata, per patriottismo europeo.